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Gimp e i suoi plugin: nuove funzionalità

Gimp mette a disposizione dei programmatori interessati la possibilità di sviluppare dei plugin, da distribuire successivamente alla comunità dei fruitori del programma. Ci sono dei casi in cui plugin particolarmente validi e prodotti da persone affidabili, sono stati implementati direttamente nel software, divenendone parte integrante. Il vantaggio di questa operazione consiste nel non dover modificare il codice sorgente del programma – composto di centinaia e centinaia di stringhe – ma nel creare un piccolo prodotto integrativo e dalle dimensioni ridotte.

Il menù di Gimp è composto di funzionalità native e di altre integrate successivamente, ma la distinzione non è possibile compierla a colpo d’occhio. L’utente finale non ha poi molto interesse a fare questa distinzione. Tuttavia, per coloro che vogliono attingere nuove funzionalità e hanno bisogno di un plugin specifico, possono consultare il Registro dei Plugin che il programma aggiorna costantemente sul web. In questa maniera, i creatori di funzioni aggiuntive hanno la possibilità di aggregarle e farsi trovare in un solo punto, consentendo agli utenti interessati di conoscerle.

Dato che Gimp è un software di grafica open source, le sue funzionalità possono essere modificate a discrezione. Ogni utente su internet a potenzialmente facoltà di creare plugin e di distribuirli a stretto giro all’intera comunità di fruitori nel mondo, prescindendo da eventuali verifiche. Per questa ragione, molti plugin presenti sul web non dimostrano grande affidabilità, dimostrandosi carenti in fase d’esecuzione oppure meri veicoli di codice maligno. È bene dunque controllare sempre l’autorevolezza della fonte da cui si attinge, evitando quelle ritenute dubbie. D’altronde, la logica dell’open source è questa: offrire vantaggi indiscutibili all’utente finale, ma la cui verifica ricade sulle sue spalle.

Come già accennato sopra, il plugin è un’applicazione esterna che lavora in stretta connessione con il codice di Gimp. Dal momento che il lavoro del plugin viene svolto grazie alla collegamento che mantiene con Gimp, ogni sua eventuale modifica – compiuta scientemente o dovuta ad un errore del sistema – ha un influsso meramente teorico sul resto del lavoro svolto dal programma, tanto che, se ciò dovesse verificarsi, si può proseguire nello svolgimento del proprio lavoro. Tuttavia, Gimp consiglia, per sicurezza, di salvare il file modificato, di chiudere il programma e poi di riavviarlo. In questa maniera, il collegamento stabilito diviene inefficace.

Un vero pericolo viene corso dall’utente nel momento in cui avvia due plugin contemporaneamente. In questa situazione infatti, si potrebbe produrre un crash del sistema, che comporterebbe la corruzione dell’immagine in corso di modifica e la perdita totale del lavoro fino a quel momento svolto.

I plug in di Gimp possono essere installati su tutti e tre i principali sistemi operativi esistenti. Mentre su Linux l’installazione è particolarmente facile, su Windows e Mac risulta leggermente più complicata.

Linux è il sistema originario sul quale Gimp è stato sviluppato e i rispettivi plugin vengono tutti quanti creati per questo tipo di piattaforma. In questo caso, esistono dei plugin semplici, composti di un singolo file, che possono essere integrati nella cartella riservata ai plugin. Oppure dei plugin complessi, formati da decine di file, riuniti in una cartella, e per cui il (valido) programmatore inserisce delle linee guida.

Su Windows, i plugin devono essere sviluppati dentro ambienti di lavoro forniti dalla casa madre, che devono essere preventivamente acquistati. Infatti, il codice sorgente di Windows ha bisogno di stringhe di comando scritte in precedenza e dentro le quali inserire il codice del plugin.

Per i Mac vale lo stesso discorso, ma esistono già gli ambienti adatti ad inserirvi le stringhe di comando dei plugin di Gimp, per cui si può procedere tranquillamente con l’installazione.

Gimp può essere integrato con plugin aggiuntivi, permettendone un utilizzo migliore in sede di modifica delle immagini. I migliori programmatori sono già dediti alla compilazione di queste applicazioni, per cui chiunque può approfittare di questa opportunità senza eccessivo sforzo.

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