Glassup: occhiali a realtà aumentata

I Glassup sono degli occhiali a realtà aumentata alternativi ai Google Glass. Sono stati concepiti nell’estate del 2011 da Francesco Giartosio, un ricercatore italiano. L’intenzione di Giartosio è stata, fin dall’inizio, quella di realizzare un supporto per azioni specifiche, che potessero aiutare soprattutto gli automobilisti nella guida della loro auto.

Ma non solo. In prospettiva, i Glassup potrebbero consentire applicazioni più estese, legate a realtà diverse, come quelle turistiche – per guidare i visitatori all’interno di parchi e città – oppure nei musei – come alternativa ai cd preregistrati nella presentazione dei cataloghi – oppure nell’ambito socio-sanitario – mostrando ai sordomuti in sovraimpressione le parole pronunciate dall’interlocutore.

All’idea iniziale di Giartosio si sono uniti in seguito due altri ricercatori, per completare il set di competenze richieste per lo sviluppo del progetto. Il primo è Gianluigi Tregnaghi, uno dei maggiori esperti di ottica in Italia, che ha compiuto in passato studi anticipatori della tecnologia della realtà aumentata, applicandoli a progetti del settore automobilistico e dell’aeronautica militare. L’altro studioso invece è Andrea Tellarin, specialista di sistemi e circuiti elettronici e di software.

Il funzionamento dei Glassup è piuttosto semplice e si basa sul prolungamento delle funzioni informative fornite dallo smartphone. Attraverso una schermata monocromatica non intrusiva, appaiono in sovraimpressione brevi messaggi, tratti dalla connessione mobile dello smartphone. Le info sono tarate su notiziari, meteo, tweet, percorsi stradali e mappe in genere. La filosofia di fondo che caratterizza i Glassup è quella di non far distrarre le persone da ciò che stanno facendo.

Una distrazione consiste nel dover usare le mani per utilizzare un oggetto differente da quello che si sta usando. Ciò comporta uno slittamento dell’attenzione e un calo della concentrazione. Grazie ai Glassup, avendo l’utente davanti agli occhi due o più delle informazioni di cui ha bisogno, può continuare a fare ciò che stava inizialmente facendo, senza perdere troppo tempo ed energie.

La tecnologia di cui i Glassup si servono è quella dell’elettronica ad un tempo semplice ed avanzata dei nostri giorni, su cui convergono le applicazioni di differenti campi di studio. Il display si compone di una lente prismatica a LED, capace ad un tempo di far passare la luce e di rendere visibili le immagini in sovraimpressione. Il circuito elettrico è invece costituito da un microchip per il Bluetooth e il touchpad, una batteria e la scheda di memoria. Le informazioni da far transitare sulla lente destra devono essere previamente impostate dall’utente, scaricando uno o più app dedicate sul proprio smartphone.

Le API per i Glassup sono in fase di sviluppo e se ne prevedono numerose da mettere a disposizione degli utenti. L’uscita è prevista per febbraio 2014 e si prevede un intenso confronto con i Google Glass. L’azienda di Mountain View infatti non sembra molto ben disposta verso la concorrenza e ha già contestato la legittimità del nome associato al prodotto.

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